L'USO DEL TERMINE "Paleontologia" DAL PUNTO DI VISTA STORICO

L’uso del termine Paleontologia dal punto di vista storico
In relazione all’utilizzo del termine, si ricorda che, sino agli inizi del XIX secolo, il termine usato per indicare lo studio dei fossili era Orittologia (od Orittografia).
Nella definizione data dall'Encyclopedie di Diderot & Dalambert nel 1765 si legge che: "l'orittologia è quella parte della storia naturale che tratta e descrive i fossili; perché i fossili si chiamano in greco orycta; sotto questo nome generico è compresa la dottrina dei sali, degli zolfi, dei marmi, delle pietre comuni, delle pietre preziose e dei metalli". Il concetto di "fossile" era perciò più inclusivo del significato moderno, includendo tutti i corpi mineralizzati che si estraggono dalla terra. In questo senso, Orittologia non è sinonimo di Paleontologia. Quest'ultimo concetto nasce solo nel 1822 ad opera di Henri-Marie Ducrotay de Blainville, titolare prima della cattedra di Jean-Baptiste Lamarck, poi di quella Georges Cuvier presso il Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi. L’utilizzo del termine "orittologia" sopravvisse tuttavia negli anni, a testimonianza di un suo certo successo. Lo dimostrano a Londra James Parkinson, nel 1822 (Outlines of Oryctology: Introduction to the study of fossil remains), e Nicola Da Rio a Padova, nel 1836 (Orittologia Euganea, comprendente lo studio della struttura delle montagne).

 


Calliotropis ottoi (Philippi, 1844)