LA PALEONTOLOGIA

La paleontologia (il cui nome deriva dal greco παλαiός  palaiòs «antico», òντος òntos «essere» e λόγος  lògos «studio», cioè «studio dell'essere antico») è quella branca multidisciplinare delle Scienze Naturali che studia, attraverso i fossili, gli ”esseri od organismi”, microscopici e macroscopici appartenenti ai tre Domini Biologici (Prokaryota, Archaea ed Eukarya) della Natura e le loro attività biologiche.                                       

La Storia della Paleontologia non fu esente dall’andamento delle influenze che subiva il pensiero naturalistico nel corso dei secoli. A tale riguardo, la concezione dell’origine dei fossili, per oltre duemila anni, è stata oggetto di due interpretazioni antitetiche, una Genesi inorganica, e una Genesi organica. Tali interpretazioni si sono “intrecciate” tra loro sino alla definitiva conferma della Genesi organica nei primi decenni del 1700. E' solo dall'inizio del XIX secolo che la paleontologia in quanto tale, diviene la scienza così come la conosciamo, in particolare dopo la diffusione delle idee evoluzioniste dopo la metà del 1800. Prima di allora pur essendo riconosciuti i fossili come resti "pietrificati" di ex viventi, essi erano ancora considerati come testimonianze del diluvio biblico. La Paleontologia, è una scienza multidisciplinare, in essa si “intersecano” ad esempio,concetti legati alla Biologia, all’Ecologia, alla Climatologia e alla Geologia.   .


Fossili Tirreniani - Pleistocene Superiore - Via Gramsci
C’è un aneddoto che coinvolge Livorno nella nascita della disciplina Paleontologica. Infatti, nel 1666, sulla costa in prossimità della città di Livorno, fu catturato da due pescatori uno squalo gigante. Il Granduca di Toscana, ordinò, che questo reperto fosse spedito a Niels Stensen o Steensen, chiamato in latino Nicolaus Steno ed in italiano Nicola o Niccolò Stenone grande naturalista, geologo, anatomista danese, poi divenuto anche vescovo cattolico, che in quel periodo lavorava a Firenze. Alla stessa stregua di Leonardo e Fabio Colonna, Stenone riconobbe quelle che, sino ad allora, erano definite “glossopetre”, altro non erano che denti fossili di antichi squali. Questi però, andò oltre (ed ecco l’importanza del suo lavoro) confermandolo definitivamente in un’ampia dissertazione pubblicata nel 1699 (comunemente citata in modo abbreviato, Prodomus) nella quale si spiegava anche il processo della loro trasformazione in fossili.