COME SI FORMA UN FOSSILE

E’ stato stimato che in media una specie su 5 mila si conserva e che circa l’8% (Nicol, 1977) delle specie attuali ha la possibilità di fossilizzare. Per la formazione di un fossile e necessario interrompere la catena di decomposizione che viceversa comporterebbe la distruzione di tutta la materia organica. In altri termini la fossilizzazione è un fenomeno di trasferimento di materia (più o meno parziale) dalla biosfera alla litosfera. Data questa premessa, si evince che la condizione primaria per la formazione dei fossili e la rapida sottrazione agli agenti meccanico-fisici e biologici che tendono a distruggere gli organismi che potrebbero diventarlo. Negli ambienti acquatici, dove prevalgono i processi di sedimentazione, la formazione di un fossile e più probabile rispetto agli ambienti continentali dove prevalgono i fenomeni di erosione e ossidazione. Negli ambienti continentali la fossilizzazione è quindi rara, fanno eccezione ambienti particolari quali: depositi da frane, coltri piroclastiche, depositi eolici (loess), torbiere, grotte, etc. Nel senso più ampio del termine, la formazione di un fossile non è altro che il trasferimento graduale di un organismo, attraverso una serie di processi, dalla Biosfera alla Litosfera. Le sostanze che costituiscono gli organismi viventi comprendono parti non mineralizzate e quelle mineralizzate che possono definirsi, nella loro totalità, come sostanze biogeniche. Le parti dure mineralizzate (es. ossa, denti, gusci ecc.) ovviamente hanno più probabilità di conservarsi. Con lo studio dei processi di fossilizzazione è nata la Tafonomia, termine coniato da Ivan Antonovič Efremov (1940) per indicare la disciplina che studia appunto la storia degli organismi dai loro stadi agonici o dalla morte, fino alla formazione di un fossile. La Tafonomia comprende le seguenti fasi: la morte degli organismi (cause di morte), i processi biostratinomici (i resti dell’organismo rimangono nell’ambiente e su di essi agiscono processi chimici, fisici e biologici e, normalmente questa fase porta alla distruzione completa di ogni traccia dell’organismo), la prefossilizzazione (subito dopo il seppellimento) e la fossilizzazione (della materia organica e/o minerale).


Sveltia lyirata - fossile pliocenico
Fossilizzazione e il processo che riguarda la storia dei resti della materia organica e inorganica, dal loro seppellimento al loro ritrovamento: i processi biochimici, fisici ed ambientali modificano tali resti e li trasformano nel prodotto chiamato appunto fossile. I cambiamenti geoambientali che si sono succeduti sulla Terra hanno influito sulle forme di vita del passato, sulla loro evoluzione e distribuzione biogeografia lasciando, attraverso i resti fossilizzati, una traccia indelebile. Per tale motivo, le uniche rocce in grado di contenere questi fossili (più o meno ben conservati),  le rocce sedimentarie, rappresentano il più grande "libro" della storia naturale del pianeta, le cui prime pagine sono state scritte oltre 3,8 miliardi di anni fa, con la comparsa delle più antiche e semplici forme di vita unicellulare.